traduttore

giovedì, dicembre 26, 2019


MURALE "INSIEME"
Finalmente ho finito tutto.
Il murale era pronto già da un po', volevo accompagnarlo con una sorpresa dedicata a noi che spesso cuciamo insieme, ci troviamo insieme, ci divertiamo insieme, ci confidiamo insieme, mangiamo dolcetti insieme, ci raccontiamo insieme,
ma...
purtroppo il tipografo mi ha fatto aspettare, mi ha messo in coda e voi siete rimaste in coda insieme a me.
La sorpresa, è un taccuino con la copertina rossa.
Racchiude i visi, le frasi e tante pagine sulle quali potremo scrivere i nostri pensieri, una poesia, schizzare un disegno per un blocco patch, inserire tra una pagina e l’altra una foglia trovata durante una passeggiata, una foto o un interessante ritaglio di giornale, oppure fermare la gioia di un sogno che si è avverato o un sogno che aspettiamo si avveri.
Insomma un diario personale da tenere nella borsa o sul comodino o in un cassetto.
Il suo titolo è INSIEME perché il murale lo abbiamo costruito in 44 ma lo termineremo TUTTE INSIEME a Riccione durante l’Assemblea di Quilt Italia.
Un taccuino perché?
Perché da tanti anni ho fatto mio il pensiero di Bruno Munari:
" Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare." 
e sono sicura che per tante di voi, per tante di Noi è lo stesso, siamo rimaste le ragazze che scrivevano il diario.
Vi avevo già scritto che il murale è stato realizzato con lo scopo di aiutare, una o più associazioni alle quali si rivolgono le Donne in difficoltà, perciò tutto il ricavato del taccuino, lo doneremo.
Nelle foto che vedrete c’è il quilt intero e alcuni particolari, alcune quilter le riconoscerete perché si sono scattate un selfie di stoffa, altre no perché hanno scattato una foto, usando la stoffa, al viso di una persona importante per loro.



















lunedì, dicembre 16, 2019

UN SOGNO




I sogni a volte si avverano e durano a lungo, poi arriva il momento di chiuderli affinchè possano rimanere sempre belli nella nostra memoria.
Il Signore che ha realizzato un suo desiderio, non c’è più da tanti anni ma il suo ricordo è ancora presente nella memoria dei suoi cari e nella sua cittadina.
L’inizio della storia di questo sogno ve l’avevo già raccontata ed ora la ripropongo e poi vi racconterò anche il finale perchè dopo 110 anni la storia finisce o meglio gira la pagina e continuerà in un altro modo.

“Nel lontano 1909 una giovane coppia di sposi, Giuseppe e Teodolinda, decisero di aprire un piccolo negozio di cappelli e guanti. Era il loro sogno!
In quel periodo tutti gli uomini portavano il cappello e l'avventura sembrava molto interessante.
Giuseppe che faceva il cappellaio in un laboratorio a Monza, famosa per i cappelli, apri una cappelleria dove metteva in forma e sistemava i vecchi copricapo e li trasformava rendendoli come nuovi ed in più ne costruiva e vendeva di nuovi.
Vendeva anche qualche Borsalino che comperavano solo i ricchi.
Teodolinda, la moglie lo aiutava nel negozio e insieme portavano avanti la famiglia che cresceva.
Nacquero Pina, Luigina e Gino .
Ad un certo punto Teodolinda che era una donna molto creativa iniziò ad abbellire cappellini per le signore e a preparare acconciature per le spose.
I figli crebbero e si sposarono.........Luigina diventò una brava sarta, Pina si dedicò alla sua famiglia e si trasferì in una città lontana.
Teodolinda si ammalò di Parkinson e non potè più cucire per il tremolio alle mani.
Gino si era sposato con Antonia , una ragazza che come Teodolinda aveva due mani che sapevano creare e dopo un po’ sostituì la mamma di Gino nella creazione di cappellini e acconciature.
Nel frattempo il negozio si trasformò seguendo i gusti dei clienti e della società in continua evoluzione, le borse sostituirono i cappelli che nel frattempo ebbero un momento di crisi pur rimanendo sempre in bella mostra sugli scaffali del negozio.
Gino, la moglie, il figlio Giuseppe e la figlia Isa, continuarono l'opera dei fondatori che serenamente avevano lasciato per sempre la famiglia raggiunti poco dopo dalla nipote.
Il negozio trasformato ma sempre col vecchio nome esiste ancora, vende sempre i cappelli e tra due anni festeggerà un traguardo importante " 100 anni".
Vi chiederete come mai vi ho raccontato questa storia.......
Giuseppe e Teodolinda erano "i miei nonni" e Luigina" la mia mamma”.

Questa è la storia che vi avevo raccontato 10 anni orsono ed ora vi parlo del seguito...il negozio che compie 110 anni chiuderà a fine anno. La società e il modo di fare acquisti sono cambiati, i negozi sono diventati i centri commerciali e internet.
La lettera con la quale il Nonno Giuseppe chiedeva il permesso di mettere una insegna per la cappelleria, rimarrà per sempre nella cartelletta dei ricordi di famiglia.
Ricordi che vanno oltre il negozio, ricordi di tanti Natali trascorsi nel soggiorno che durante le feste diventava un laboratorio da dove uscivano pacchi e pacchetti.
Tanti anni orsono a Natale i negozi erano aperti fino a mezzogiorno e per stare tutti insieme, coi miei fratelli e i miei genitori, da Monza, andavamo tutti a Vimercate col pullmann e mangiavamo il risotto della Zia Antonia.
E poi come era bello giocare facendo la signora con le borse, i cappellini e quei guanti lunghi lunghi che mi coprivano tutto il braccio.
Mio cugino sicuramente trasformerà il sogno del Nonno in un suo sogno e le vetrine si illumineranno ancora e poi conserverà gli anni trascorsi in negozio nel baule dei ricordi tra le vecchie foto che raccontano, le borsette eleganti, gli attrezzi del cappellaio, i vecchi cappelli e cappellini, il cestino dell’asilo e la vecchia cartella da impiegato.





































lunedì, settembre 23, 2019

CIANOTIPIA


Secondo voi, potevo fare un corso di cianotipia senza provare a stampare un tombino? 
E no!!! 
E poi è un tombino del porto dell’Isola di Ponza. 
Grazie a tutte le amiche che erano con me e che mi hanno sopportato e supportato, 
grazie a Sonia Lamia che ci ha trasmesso le tecniche della cianotipia e a Paola che ha organizzato.





mercoledì, giugno 12, 2019

STAMPARE LA NATURA



La scorsa domenica mi sono presa una giornata tutta per me e ho partecipato ad un corso di “ecoprinting”.
La giornata era organizzata da Mariagrazia Scianna di Bottega Artigiana di Busto Arsizio, col patrocinio dell’Amministrazione Comunale, nell’ambito degli eventi collaterali alla mostra #Humans di #MINIARTEXTIL allestita presso il #MuseodelTessile.
Il corso si teneva a Villa Tovaglieri, un gioiello liberty proprio di fronte al Museo, eravamo in 10 e non ci conoscevamo tra noi ma le foglie, i fiori e soprattutto la nostra esperta insegnante ci hanno coinvolte in modo incredibile.
L’esperta era Marisa Tacchi 
che conoscevo attraverso FB, che avevo visto in tanti post e che mi incuriosiva con la sua stampa di foglie e fiori su tessuti leggeri e pesanti, su magliette e tanto altro.
Finalmente l'ho incontrata e con lei ho incontrato una piccola parte dei suoi segreti tintorii. Gli altri li scoprirò in altri incontri.
Dopo le prime spiegazioni circa la preparazione delle stoffe, ognuna di noi ha creato una composizione di foglie e fiori e alla fine nel pomeriggio ecco la magia della natura trasferita sul tessuto.
Abbiamo fatto ben tre tipi di stampa con stoffe e preparazioni diverse ne avremmo fatte altre volentieri ma la giornata è volata via in fretta
Le foto che vedrete sono una piccola parte del percorso che ho seguito domenica partendo proprio dalla Bottega Artigiana. Tra un po' di giorni potrò lavare i miei tre quadretti e poi vedrete...