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sabato, marzo 09, 2019

IL MIO MANDALA


Come sapete dietro ad ogni mio quilt c’è una storia e questa è la storia del mio mandala.
Era la fine di ottobre e un giorno Piero, mi ha portato a casa una bellissima stampa giapponese dicendomi che aggiornando la macchina da stampa (giapponese) che hanno in tipografia sarebbero riusciti a stampare con precisione anche i più piccoli particolari come in quel disegno. Era bellissimo.
Dopo un po’ leggo del nuovo concorso di Quilt Italia "NEL MANDALA" e allora mi sono ricordata del disegno giapponese che mi aveva tanto incuriosito e ho pensato che adattandolo avrei potuto trasformarlo in un mandala che mi rispecchiasse.
A scuola tanti anno fa, studiando psicologia e in modo particolare Jung che dopo aver esplorato la sua vita interiore disse che " i mandala non sono solo la rappresentazione di stati d’animo ma che erano anche l’insieme delle trasformazioni di una persona”.
Perfetto!!!
Dalla tipografia mi faccio mandare il disegno giapponese e lo trasformo per me, per come ero, per come sono e per come spero di essere in futuro.
Elaboro con InDesign, coloro, stampo, ritaglio tutto con la carta e poi scelgo la stoffa più adatta a me e subito già all’inizio decido il titolo.
Il titolo sarà “LINDA: UNA PERFETTA IMPERFEZIONE”.
Si perché io ce l’ho messa tutta in questi 70 anni, e nonostante abbia sempre pensato di agire perfettamente,
in realtà dentro e fuori di me, ci sono molte imperfezioni e molte imperfezioni anche nel mio quilt, non poteva essere diversamente.








Scelgo il centro e prendo una stoffa un po’ giapponese con uno sfondo nero e dei fiori stampati.
Il centro è la mia infanzia, con lo sfondo nero perché segnato dalla perdita di mio papà quando ero piccola.
Poi mi sono paragonata ad un fiorellino che in mezzo a tanti fiorellini, le mie compagne, ha comunque brillato perché aiutata dagli adulti che avevo attorno.




E qui le prime difficoltà nell’esecuzione del quilt.
IL RICAMO che doveva coprire una superficie pari al 30%del quilt.
Io non so molto ricamare, si il punto erba un po’ storto, le filzette e poi basta.
Ma..come avrete ormai imparato a conoscerla, io HO Grazia Colombo, che con tanta pazienza mi ha insegnato a ricamare i fiorellini e poi, vedendomi spersa nei fili, presa da un grande affetto nei miei confronti, mi ha ricamato tutto il resto. Se avessi vinto, il premio sarebbe stato diviso a metà.
Se vi ricordate le vicissitudini che ho vissuto ricamando la Via Francigena perché non riuscivo ad infilare l’ago del n°11, questa volta nessuna difficoltà perché hanno inventato l’ago con la cruna aperta sopra e col filo non bisogna centrare il buchino ma si spinge e lui si infila perfettamente.
Poi ho pensato alla mia adolescenza e ho scelto la stoffa oro sulla quale ho ricamato in rosso i legami che ho stretto con altre persone, alcuni dei quali sono ancora legati insieme dopo tanti anni. 
Poteva mancare il periodo del “Sapore di sale, Sapore di mare”? 







No, non poteva mancare ed è proprio in quel periodo di onde calme e mosse che ho conosciuto Piero.
E con Piero abbiamo costruito la nostra famiglia che ho rappresentato come un fiore colorato, attorno al mio seme un po’ triste.
Adesso vi faccio un po’ ridere…infatti alcuni petali come vedete sono colore arancione perché?
Perché quando avevo qualcosa che non andava, invece di dimenticare nell’alcool dimenticavo con l’aranciata Fanta. Ognuno ha i propri vizietti.





E poi dietro, la vita che sto vivendo adesso che ho fatto viola perché nel mandala il significato del viola è "Il colore Viola, nei mandala indica il ludico e il trascendente finalmente uniti in armonia. La vita che fiorisce con lo spirituale, il materiale in calda fusione tra soggetto e oggetto, l'incanto di sapere di essere, più che un “io”, un “noi”.
E tutto attorno oro che significa energia.
Questo è il mio mandala, grazie a chi lo guarderà e a chi guardandolo troverà le imperfezioni.





giovedì, febbraio 14, 2019

TAPPETI DI PIETRA


Vi racconto il mio “Tappeto di pietra” realizzato per il concorso organizzato da Quilt Italia nel 2018.


Dopo aver letto il bando del concorso ho pensato che con questo quilt dovevo rendere omaggio alla Regina Teodolinda che fece costruire il Duomo di Monza.

Io mi chiamo Teodolinda, abito a Monza e perciò mi sono messa in movimento per scattare le foto, per capire i tipi di marmo usati ecc ecc.

Il pavimento del Duomo ha quattro tipologie di disegni e per due ho avuto un po’ di difficoltà.
Infatti mentre per la navata centrale e per le cappelle laterali non ho avuto problemi, 
per l’altare e per la Cappella dove è conservata la Corona Ferrea della regina Teodolinda ho trovato uno stop.

Non mi sono persa d’animo e poiché in questi due luoghi è vietato fotografare, 
sono andata per l’altare in sacrestia dove un sacerdote molto gentile mi ha detto che l’altare è completamente allarmato.
Poi mi disse che conosceva un ragazzo che aveva svolto uno studio proprio sul pavimento e detto fatto, cerca un numero di telefono e telefona.

Risponde il padre e il sacerdote mi passa la comunicazione, spiego il mio problema e alla fine dico il mio nome e cognome e lui mi dice “mi prende in giro” e io “ no, no mi chiamo proprio Teodolinda”.
Avuta conferma dal sacerdote al quale avevo mostrato la mia carta d’identità, gentilmente mi disse che mi avrebbe fatto contattare dal figlio.
Lascio la mia mail e dopo pochi giorni ricevo le foto che mi servivano.

Mi mancavano le foto del pavimento della Corona Ferrea, telefono all’ufficio della Cappella che mi mette in comunicazione con la responsabile e anche questa volta, dopo una visita alla Cappella da poco restaurata, la responsabile mi fornisce le foto che mi servivano.
Ero a posto, trasformo le foto in disegni, cerco le stoffe, stampo la foto del Duomo e inizio.
Alcune stoffe dei marmi bianchi non mi convincevano, specialmente il bianco e così con un po’ di candeggina e di vanish ottengo il colore giusto.


Mi metto a cucire sempre con Grazia e Maria Rosa come consulenti e il risultato è quello che vedete sotto. 
Non ho vinto alcunché, ho scoperto tante nuove notizie sul mio Duomo e sono soddisfatta.


























mercoledì, febbraio 06, 2019

MARIA LAI


In questi giorni ad Ulassai e in altre città della Sardegna si ricorda Maria Lai per i 100 anni dalla sua nascita. (1919 - 2013)

A Busto Arsizio, cittadina tra Milano e Varese, la FONDAZIONE BERTOLASO TODARO SPONGA ha allestito una mostra presso il Museo del Tessile.
Mostra di opere di Maria Lai e Franca Sonnino e amica.






Franca Sonnino - grattacieli



Franca Sonnino - Libro bianco

Maria Lai e il suo filo

Maria LAI - albero con pagine

Maria Lai - geografia con capretta
Maria Lai - la capretta



Maria Lai - collage


lunedì, febbraio 04, 2019

GRANNY SQUARE



Quando si riordina si trovano tante cose ed io ho trovato un sacchetto con 20 blocchi del quilting day della Lombardia del 2009.
Avevamo cucito, coi blocchi realizzati dalle partecipanti, tre quilt che per i bimbi del terremoto dell'Aquila.
Questi blocchi erano avanzati perchè di misure diverse.
Ora che ho più tempo formerò un quilt...
Li avevo sistemati ben bene in questa bella borsa.
Quando li ho visti, ho sentito un tuffo al cuore come se avessi trovato un tesoro.
Troppo bello, mi piacciono questi ritrovamenti.
Ed ora il quilt è finito, i blocchi nonostante le diverse misure, hanno trovato un loro collocamento armonico.
Mi sembrano mattonelle appoggiate su un giardino di fiori.
Giardino realizzato da Mariarosa Bettani con la sua quiltatura.