traduttore

venerdì, gennaio 18, 2019

TUTTI INSIEME SU YOU TUBE



Se questo fine settimana avete un po' di tempo, un po' di nostalgia del momenti passati insieme guardate il mio canale you tube dedicato a Quilt Italia.


https://www.youtube.com/channel/UC5FQU-5a-kcI1R5radoV_oA

lunedì, gennaio 14, 2019

MOSTRA TRAME BIELLESI







http://www.newsbiella.it/2019/01/09/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/a-citta-studi-biella-la-mostra-darte-atarashii-origami-tessili.html?fbclid=IwAR0XVts2RdRR7k-In6qeZTrvkeMSoZf2JE_woJXJKxsAZKUMbwMNaygppM8

venerdì, gennaio 11, 2019

COME VA?


Mi piaceva tanto che ho pensato che forse piacerà anche a voi.
L'ho trovato sulla pagina della Biblioteca Nazionale Braidense



giovedì, gennaio 10, 2019

LA VIA FRANCIGENA A LA SPEZIA






La Via Francigena in patchwork, dopo una lunga serie e mostre, è arrivata a La Spezia ed io ho deciso di visitare la tappa ligure organizzata dal FAI presso il  Museo Etnografico “Giovanni Podenzana”.
Volevo rivedere il mio piedone dopo tanto tempo. 
Un bel sole caldo mi ha riscaldato mentre camminavo sul lungomare di La Spezia per incontrarmi con Daniela Minervini.
Poi con Daniela, sua figlia e Piero ci siamo dirette al Museo Etnografico, un museo bellissimo situato nel cuore della città.
La mostra della Via formata da tanti patchwork, riproducenti vari aspetti del cammino, nata in seguito al concorso ideato da Quilt Italia, era al quinto piano e attraversato il portone della sala dedicata, camminando su una Via Francigena realizzata con la riproduzione del selciato di pietre, il quilt di Patrizia di Fuccia, ho potuto riammirare e rifotografare i nostri quilt.
Abbiamo impiegato tantissimo tempo perché Daniela, sua figlia e mio marito, amanti di storia, chiese
e territori, si scambiavano tutto il loro sapere sui temi realizzati in patchwork per il concorso. 
Io naturalmente ascoltavo con interesse perché non conoscevo tutto come loro. 
Insomma la visita è stata molto piacevole e istruttiva.

Poi dopo un’altra passeggiata sul lungomare, osservando le palme che abbellivano il lungo viale che costeggia il mare, mi è venuto un pensiero e mi sono ricordata le parole che mi diceva mia mamma…
da cosa nasce cosa” oppure “ da un’idea si sviluppano cento, mille idee” e poi a quello che Claudia, una mia amica,  mi disse anni fa e cioè “Linda al mondo c’è tutto, bisogna solo saper vedere e guardare ciò che ci circonda”. 
Ecco il  mio pensiero...
osservando le palme, ne ho viste alcune con all’interno tanti giardini pensili che correvano tutto attorno e allora mi sono chiesta se Stefano Boeri prima di progettare il “bosco verticale” di Milano avesse passeggiato e visto le palme di La Spezia.

Poi per concludere la mia visita alla mostra dedicata alla Via Francigena, mi sembrava giusto percorrere, ritornando verso casa, il Passo della Cisa, per potermi fermare lassù al passo dove la Via, dall'Emilia Romagna entra in Toscana. 
E così ho fatto, ad un certo punto mi sono dovuta fermare per circa mezz'ora perchè c'era un gregge di caprette che non si voleva spostare dal caldo sole che riscaldava la strada. 
Poi io e mio marito siamo ripartiti per la Cisa, non abbiamo trovato mo
lte macchine e appena arrivati in cima, il fumo grigio che usciva dal camino del ristoro per i pellegrini, sempre aperto, ci ha salutato salendo alto nel cielo azzurro. 
Siamo saliti alla Chiesetta, fotografato l'interno molto raccolto, con un Gesù posto sull'altare che appena l'ho visto, mi ha fatto pensare al "quiltino per Gesù Bambino" organizzato anni fa da Nanna Usai e ho deciso che ne farò uno e lo porterò al signore del ristoro che ho già avvisato, il quale, il prossimo anno lo sistemerà su Gesù Bambino. 

Uscendo dalla Chiesa, ho notato alcune foglie già bucate e pronte da ricamare e per cercarle, girando dietro la Chiesetta, mi sono trovata davanti la porta che cercavo e che non sapevo fosse proprio lì in quel punto. 
Ringrazio Quilt Italia per aver organizzato il concorso nel 2017. 
La mostra sarà aperta fino al 20 gennaio e il 15 gennaio alle 10.00  ci sarà una conferenza sul patchwork tenuta da Daniela Minervini. 




















































venerdì, dicembre 21, 2018

Buon Natale...

a chi aspettava e aspetta ancora l’8 dicembre per andare in centro a guardare le vetrine coi giocattoli
a chi le vetrine di giocattoli le guarda tutto l’anno

a chi sceglieva un gioco ma poi se ne arrivava un altro, andava bene ugualmente
a chi sceglie uno o due o tre doni e poi ne riceve molti di più

a chi da piccola scriveva la letterina e la metteva sotto il piatto
a chi la scrive ancora
a chi manda una mail

a chi da piccola credeva che i regali li portava Gesù Bambino o Babbo Natale
a chi da piccola sapeva già che li comperava la mamma
a chi li acquista da sola su Amazon

a chi cantava la canzoncina di Natale sulla sedia
a chi si prepara la compilation con Spotify

a chi portava a casa dall’Asilo il biglietto con gli auguri colorati, preparato con la Maestra,
a chi porta a casa dalla Scuola Materna il biglietto con gli auguri colorati, preparato con l’Educatrice

a chi prepara la casa due mesi prima
a chi aspetta fino agli ultimi giorni dicendo “quest’anno non preparo" ma poi il Natale è Natale e prepara
a chi proprio non vuole immergersi nell’atmosfera e non prepara alcunché

a chi prepara albero, presepe e lucine sul balcone
a chi prepara solo l’albero
a chi prepara solo il presepe
a chi mette solo un Gesù

a chi aveva i bambini che alla sera abbassavano le statuine del presepe per farle dormire
a chi ha i nipotini che fanno dormire le statuine
a chi aspetta che arrivino i nipotini che faranno dormire le statuine

a chi ha preparato da tempo i quilt da regalare
a chi li sta finendo all’ultimo momento
a chi pensa “faccio vedere la foto e poi lo finisco con calma

a chi chiude il negozio per qualche giorno
a chi non potrà acquistare stoffine per qualche giorno

a chi ama stoffe, ago e filo
a chi ha altri hobby

a chi si trova per la cena della Vigilia e poi va a Messa
a chi si trova per la cena della Vigilia e poi inizia a preparare per Natale
a chi si trova per il pranzo di Natale

a chi mangerà il cappone
a chi mangerà il pesce
a chi li mangerà tutti e due

a chi scarta i regali alla sera così poi dorme tranquillo
a chi scarta i regali al mattino dopo essere stata un po’ agitata pensando “verrà o non verrà”

a chi mangia il panettone normale
a chi mangia il panettone farcito
a chi non mangia il panettone perché mangia il dolce della propria regione

a chi brinda con lo spumante
a chi brinda con lo champagne
a chi con una bibita

a chi prepara una bella tavola col centrotavola
a chi prepara una bella tavola
a chi si prepara un posto perché è da sola e festeggia così il suo Natale

a chi ha sempre sognato ad occhi aperti e ad occhi chiusi
a chi ha imparato a sognare ad occhi aperti e ad occhi chiusi
a chi imparerà a sognare ad occhi aperti e ad occhi chiusi
a chi invece non sogna e sta ben saldo nella realtà che lo circonda

a chi è un po’ malinconico
a chi invece è allegro

a chi in questo momento non sta molto bene

a chi con l’età è diventato emotivamente fragile e spesso si emoziona
a chi con l’età è diventato emotivamente forte e non mostra le emozioni che sente

insomma non so se sono stata chiara ma mando tanti auguri 
di Buon Natale a tutti.










martedì, dicembre 05, 2017

L' ALBERO DELLE PAROLE SCRITTE


Un giorno, durante il pranzo dico ai miei figli che ora sono grandi e che spesso a mezzogiorno vengono da me.
"Vi ricordate quando per l'Avvento bruciavamo tutti i giorni un pezzetto di candela e mangiavamo un dolcetto del calendario?"
"Certo che ci ricordiamo!"
E allora mi è venuta un'idea che oggi mentre pranzavamo ho spiegato.
Infatti ho preso un albero di cubi, l'ho sistemato sul mobile vicino alla tavola, ho preparato alcuni foglietti e una penna e ho detto che quello era il nostro Calendario dell'Avvento, non da aprire e svuotare ma da aprire e riempire.
Con che cosa? Con una parola ciascuno, scritta sul foglio e sistemata nel cubetto. 
I giorni che loro saranno via, la dovranno scrivere e poi sistemare quando verranno.
Sarà il nostro "Albero delle Parole Scritte" e a Natale le leggeremo tutti insieme.
Ricordatevi che se venite in questi giorni a casa mia, la dovrete scrivere anche voi, deve essere una parola che parla di Festa, di Famiglia, di cucina, di aspettative ecc. ecc.
Già immagino quante parole avrò, un piccolo tesoro.
Le prime quattro sono chiuse nel numero uno. 
Ma ho preparato anche i dolcetti.









giovedì, novembre 23, 2017

LA MIA VIA FRANCIGENA


Vi racconto il mio percorso sulla Via Francigena (percorsa senza camminare).
Era gennaio 2017 e Daniela, in uno dei nostri incontri, mi dice che a giugno le sarebbe piaciuto seguire il tratto toscano della via, che sarebbe andata con Lorenza e Carla con le quali aveva già percorso il Cammino di Santiago, più Marilena e conclude dicendo “dai vieni anche tu”.
Ringraziandola per il pensiero, rispondo che non essendo io una grande camminatrice le avrei messe tutte in difficoltà.
Dopo circa un mese, Quilt Italia pubblica il bando di un concorso il cui tema era "la via francigena”.
Allora penso che la via francigena mi stava stuzzicando e che in qualche modo, senza camminare, dovevo risolvere la questione.
Mi sono messa a cercare notizie in internet, ho acquistato un libro sull’argomento e così mi sono documentata.
Un bel giorno dico a me stessa... non vado a camminare ma partecipo al concorso!
Stabilisco subito che la base del quilt l’avrei realizzata con le bustine del tè, perché è un materiale che mi piace, perché ne possiedo tante essendo una fan della tazza di tè e perché ho pensato che è la bevanda calda che i pellegrini si portano nei termos durante le loro tappe.
Decido che in questo mare di tè, ci voleva l’Italia ma volevo una Italia un po’ particolare.
Chiedo a mio figlio e lui mi da il link di un sito di foto dove cercare.
Guardo, cerco, riguardo e ricerco x circa due giorni, finché non vedo questo grande piede che mi ha fatto pensare ai piedi dei pellegrini in viaggio x l’Italia.



Mi sembrava di vederla già quiltata e mi immaginavo che si potessero intuire tutte le pieghette e gli avvallamenti della pelle sotto il piede.
Piedi sicuramente doloranti.
Acquisto la foto e poi, dopo aver deciso le misure del mare, stampo la foto sulla stoffa, la metto in mezzo al mare e comincio a ragionare sul cammino vero e proprio.
Beh, gli esagoni erano perfetti, uno dopo l’altro avrebbero segnato il cammino e mi metto a tingere un po’ di bustine:
con la curcuma le bustine in giallo che avrei usato dal Gran San Bernardo a Roma,
con le barbabietole le bustine in rosso che avrei usato per i percorsi che venivano o andavano verso l’estero
naturali le bustine che avrei usato per il percorso oltre Roma.





Ok a posto, no no mancavano le foto dei paesi e delle cittadine che la strada attraversa.
Mancavano le polaroid scattate per fermare il momento magico del passaggio da un luogo.
Un po’ del Piemonte e della Lombardia le avevo perché girovagando la domenica per scattare foto col mio Piero, ci era capitato di percorrere brevi tratti di una strada o di un paese che poi ho capito essere sul percorso della via, della zona di Roma e della Puglia le avevo, mi mancava tutto il resto.
Ma…le mie amiche in viaggio, bravissime, decisero di voler condividere il loro tragitto con noi attraverso FB e WhatsApp e alla sera quando arrivavano alla fine della tappa postavano le foto.
Per me erano un dono caduto dal cielo e perciò senza dire nulla, tutte le sere “rubavo” una foto e me la mettevo da parte.
Alla fine del loro viaggio ho scritto “grazie” e loro che non sapevano nulla mi risposero “perché grazie?” e io “per averlo condiviso con noi”.
Ero a posto direte voi.
No, mi mancava la foto del punto preciso nel quale “la via” entra in Italia. Mirella che abita in Valle d'Aosta, un giorno di giugno mi invita a casa sua e allora con Piero approfitto per andare al Gran San Bernardo a fotografare il punto e le frecce indicatorie dell’ingresso della Via Francigena che dalla lontana Inghilterra entra in Italia attraverso la Svizzera.


Tutto sotto controllo.
Cerco le bustine quadrate di té, stampo le foto, dopo averle un po’ lavorate con photoshop, e a quel punto decido di ricamarle.
Quanto mai ho deciso così, perché pur avendole rinforzate con una teletta, l’ago me le bucava.
Chiamo Grazia , una mia amica, le spiego e lei dice “devi usare l’ago numero 11”.
Vado in merceria e non ce l’aveva, vado in un altro negozio e non sapeva neanche che esistesse.
A quel punto Grazia arriva e mi porta i famosi aghi.
Avete provato ad usare l’ago n° 11?
Ho avuto paura a prenderlo in mano perché è sottilissimo e per infilarlo ho impiegato più di mezz’ora.
Grazia andava spedita poi fa una prova per farmi vedere e decide di ricamare i girasoli che come vedrete sono bellissimi perché li ha fatti lei.
E così con calma perdendo ore e ore a infilare l’ago che l’infila ago della Clover neppure leggeva, ricamo le polaroid.
Ma poi... il mare non mi piaceva, era troppo piatto, troppo calmo, lo volevo un po’ agitato e solo una persona me lo poteva agitare e perciò vado a Como da Maruska dello #SpaziodelCuore.
Lei ha un quadernino dove disegna tutti gli effetti che trova ricamando a mano libera con la sua longarm.
Ed ecco il mare agitato. 
Realizzo il pellegrino colorando un po' il contorno col tè altrimenti era troppo chiaro in quel mare.





Assemblo il tutto, faccio le foto e spedisco, ma lui (il quilt) ha pensato bene di rimanere in giro ancora x 40 giorni, lasciandomi in ansia.
Di corsa e tutto affannato il giorno prima dell’esposizione dei quilt è arrivato.
Mi sembrava giusto far conoscere questo mio lungo cammino e soprattutto tutte le persone che ho incontrato strada facendo